Again!, galleria Spazio Testoni a Bologna, 2015

 

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[un testo per una stanza]

Nella stanza ogni parete è abitata da 4 individui senza apparenti relazioni, come una casa abitata da 4 estranei. Su tre pareti ci sono tre ipotetiche vie di fuga, delle feritoie orizzontali o verticali che si aprono nel muro e segnano una via d'accesso per un altrove. Nell'ultima parete c'è un'individuo che da la schiena alla stanza.

Un sacco e una pietra, una scala, l'idea dell'orizzonte , un ancora e una piccola scritta sul muro, sono gli elementi che accopagnano i 4 soggetti.

Cio che lega gli elementi è il ruotare attorno all'idea della relazione dell'uomo con lo spazio, e quindi il concetto del Limite, l'idea dell'abitare e il principio della Fuga in senso spaziale e temporale.

 

In -Traslochi* [V]- , la pietra segna un punto, identifica un luogo, diventa un primo abbozzo di casa suggerendo l'idea dell'abitare. L'uomo tiene con se un sacco che indica una partenza, uno spostarsi verso nuove destiazioni. Il sasso rimane li a terra nonostante l'individuo sia diretto altrove, segnando una separazione.

 

La scala in ferro è un elemento di passaggio, suggerisce dinamismo, indica il salire e il discendere, il progresso e il regresso, ed è posta a lato della figura in – Non vedo l'ora che anche quest'altra giornata sia finita* -, frase che suggerisce un cortocircuito temporale in cui la giornata e sempre quella presente di chi legge, quasi scardinando lo scorrere del tempo in un qui e ora perpetuo che si ricollega al perpetuo salire e ridiscendere della scala

 

L' orizzonte è la linea immaginaria, che sta solo negli occhi di chi guarda, e segna il limite ultimo verso cui si può spingere la vista, il senso umano che giunge più lontano

In -Diventare Linea d'Orizzonte* nell'Angolo al Confine tra il Muro e il Pavimento - la parete è vuota all'altezza degli occhi ed una sorta di elemento architettonico si inserisce alla base del muro diventando parte del muro stesso. Su questo elemento si apre un varco orizzontale ed è da li che si puo scorgere il terzo individuo che occupa la stanza. La ragazza, distesa, come in un'apnea di spazio anzi che d'aria, segna una nuova linea d'orizzonte, spostando lo sguardo di chi guarda al limite del muro, suggerendo di cambiare orizzonti, spostare mete, trovare vie di fuga dove non le si sarebbe immaginate

 

L'ultimo individuo (- *Lo Spazio è iò che arresta lo sguardo - ) è in piedi di fronte ad una una porzione rettangolare che viene in avanti rispetto alla parete. La ragazza è fissa ed immobile, rivolta verso il muro, vuoto, concentrata sul limite spaziale che ha di fronte. Non puo esserci relazione tra chi guarda e lei, non si puo percepirne il viso, si puo solo vedere il vuoto che le sta di fronte. A terra, ai piedi della figura c'è un' ancora, elemento che richiama di nuovo il viaggio, il ripartire e il sostare. Mentre negli altri individui il varco apre una possibilita di passaggio, qua la situazione è di assoluta stasi, di blocco. Un'ipotetica soluzione è suggerita dall'Asterisco disegnato in alto sulla porzione rettangolare di muro e che rimanda alla piccola frase scritta sulla parete a fianco della figura:

*lo spazio è ciò che arresta lo sguardo, ciò su cui inciampa la vista: un'ostacolo: dei mattoni, un angolo, un punto di fuga: lo spazio è quando c'è un angolo, quando c'è un arresto, quando bisogna girare perchè si ricominci

references

-Perec G., Specie di spazi, 1974 (Bollati Boringhieri editore)