COSTRUIRE RIFUGI*

[*l'ipotesi del Tempo come falsa misura]

 olio e tempera su tavole sagomate, dimensioni ambientali (180x140cm), 2018. Veduta d'installazione

.concept per COSTRIURE RIFUGI* [ *l’ipotesi del tempo come falsa misura],

_ fondazione C.A.V. Pietrasanta, residenza d'artista.

 

La porta della stanza numero XI del corridoio si apre su un varco che genera uno spazio sul muro. Sui montanti in marmo che incorniciano lo spazio vuoto della parete si possono ancora leggere delle scritte appuntate a matita. La piu antica, datata e leggibile, segna il 1857. Ce ne sono altre ancora piu slavate e decifrabili solo a tratti. Leggere quelle scritte e ripercorrerne la grafia, in qualche modo, porta verso un altro senso del tempo. La memoria presente di un segno cosi semplice, quanto la leggera scritta sopravvissuta sulla parete, fa rivivere, percorrendola con gli occhi, il gesto di chi l’ha segnata.

La stanza adesso è occupata dall’ennesimo abitante di passaggio, che non ha nessun bagaglio, se non, sulla spalla, quello che ad uno sguardo meno distratto riporta all’idea di un riparo, una copertura, un tetto. Un rifugio instabile che viaggia sulle spalle della figura. Un’ elica abbandonata a terra segna la sosta dal viaggio.

Dopo qualche giorno in questo luogo, riguardando per l’ennesima volta le scritte, l’impressione è stata che fossero un indizio. Centosessantuno anni ( dal 1857, ad oggi ) e un segno minimo a margine di un muro che resta li, in attesa.

Stig Dagerman scrive che “il tempo è una falsa misura per la vita”, che “il tempo è in fondo uno strumento di misura privo di valore, perchè tocca esclusivamente le mura esterne della vita”.

In questa stanza mi sembra ancora piu vero.

Nicolas Gomez Davila si spinge a dire che “penetriamo nuovamente in epoche che non aspettano (…) ne’ una spiegazione ne’ una trasformazione del mondo, ma la costruzione di rifugi contro l’inclemenza del tempo”.

Se necessitano rifugi, occorre costruirne di nuovo

.14.12.2018, Pietrasanta, M.T.