Luoghi Instabili*

*la deriva delle cose e il ciclo dell’acqua

 

Per l’Uomo non esistono luoghi stabili, incorruttibili allo scorrere del tempo, al divenire della storia, ed è la mancanza di questa stabilità che rende lo spazio un dubbio, un principio che va continuamente individuato e designato. E’ l’instabile che governa il divenire e l’instabilità strutturale delle cose e che consegna alla realtà rovine, reperti, memorie fisiche ed oggettuali che fanno intravedere un tempo puro e non databile. Cose, luoghi, case, montagne, pietre, elementi imperfetti generati dall’esistenza che li ha vissuti e trasformati, imprimendo nella loro forma il gesto dell’Uomo e dello scorrere del tempo.

L’uomo discende da una catena ininterrotta di antenati e il fatto che nasca senza volontà propria e senza autoconsapevolezza lo rende l’ospite casuale di un divenire incerto.

Non resta quindi che scegliere di camminare in un tempo puro, tra le brecce create dall’incuria ed accettare il senso delle rovine. E’ necessario vincere l’ostinazione che ci illude e ci fa pensare ad un modello ideale che ha nella "stabilita" il centro focale e invece scegliere di contemplare un modello opposto che pone al centro l'Instabile, proprio come  il meccanismo inesorabile del ciclo idrologico  che può compiersi (attraverso evaporazione, condensazione  e precipitazione) soltanto grazie alla natura instabile dell' elemento Acqua

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Perec G. , Specie di spazi, 1974 (Bollati Boringhieri)

Auge’ M. Rovine e Macerie, 2004 (Bollati Borighieri)

Pasolini P.P. , Lettere Luterane, 1976 (Einaudi)

Peregalli R. ,I luoghi e la polvere, 2010 (Bompiani)